UCI, si studiano soluzioni per un nuovo modello economico: possibile l’aggregazione dei diritti, contrari ad un sistema di licenze chiuse WorldTour
Si muovono i primi passi concreti verso la riforma del ciclismo su strada professionistico, con il documento presentato ai membri del Comitato Direttivo dell’Unione Ciclistica Internazionale a margine dei Mondiali di Montréal 2026. Un testo che ha raccolto gli spunti usciti dalla consultazione realizzata dall’UCI tra le parti interessate e che tratta cinque macro-temi legati al futuro del ciclismo. Tra questi c’è il modello economico, che riveste un ruolo di primaria importanza ed è uno dei pilastri per tutto lo sviluppo di questo sport. L’obiettivo principale è quello di un rafforzamento economico complessivo, che porterebbe benefici a tutte le parti in causa.
Il focus principale è quello “dell’equità finanziaria“. Infatti l’UCI sottolinea come era stato già creato un apposito gruppo per lavorare su questa tema, ma i lavori si sono interrotti in seguito al rifiuto delle squadre di attuarne le conclusioni. Per questo l’Unione Ciclistica Internazionale sarebbe pronta a riconvocare subito il gruppo per riprendere i lavori. L’altro punto centrale è quella della costruzione di una “piattaforma digitale centralizzata” che permetterebbe di creare un “sistema di aggregazione dei diritti” che sarebbe però con partecipazione volontaria per gli organizzatori e basato una governance condivisa, mentre potrebbe essere obbligatorio per le nuove gare.
Questo sistema permetterebbe anche di aumentare il coinvolgimento del pubblico e avere per tutte le corse principali una copertura televisiva migliore. I temi dell’equità finanziaria e dell’aggregazione dei diritti convergono con “strutture per gestire i nuovi flussi di entrate e definire programmi di solidarietà” in modo da avere un modello efficiente di ripartizione dei ricavi e di copertura dei costi di investimento.
L’UCI sottolinea poi che sono in corso “i lavori relativi alla regolamentazione dei rapporti tra corridori e agenti e al sistema dei trasferimenti”. Una possibile riforma in tal senso, dopo la consultazione con squadre e corridori, andrebbe a fornire un quadro chiaro e aggiornato, evitando situazione borderline o conflitti tra i team come avvenuti per alcuni casi di trasferimenti anticipati nelle ultime stagioni. Infine viene sottolineato che “i principi sportivi relativi alla governance rimarranno invariati”, quindi “un sistema di licenze chiuse WorldTour non sarà preso in considerazione“, come avviene ad esempio nelle grandi leghe sportive americane, tra cui l’NBA.
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